In medicina, capita spesso che nuovi trattamenti svelino di possedere caratteristiche non previste e inattese: è quello che sta accadendo con i vaccini a mRNA contro SARS-CoV2. Infatti, uno studio, pubblicato su Nature una decina di giorni fa, ha dimostrato che i pazienti oncologici che hanno ricevuto questo tipo di vaccini prima di iniziare un’immunoterapia hanno vissuto significativamente più a lungo rispetto a quelli non vaccinati. Ma, ancor più interessante, è che questo potrebbe essere possibile grazie a un potenziamento della risposta immunitaria, che rende i tumori più suscettibili al trattamento immunoterapico. Una scoperta che apre a nuove interessanti applicazioni in campo oncologico.
L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (OPBG) ha celebrato i suoi primi 40 anni come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) con l’evento “La Ricerca X la Cura” che si è tenuto martedì 28 ottobre presso la sede di San Paolo e alla presenza di autorità ed istituzioni. È stata l’occasione per ripercorrere la storia del primo centro di ricerca pediatrica in Italia e per raccontare i traguardi di un percorso traslazionale che ha saputo unire ricerca, tecnologia e pratica clinica. È stato, inoltre, presentato e inaugurato il nuovo Laboratorio di Terapia Genica finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), attraverso il Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito della progettualità condotta dal Centro Nazionale di Ricerca Sviluppo di Terapia Genica e Farmaci a RNA. Un importante investimento sul futuro della medicina personalizzata.
Ripartire dopo due anni di liquidazione non è solo una sfida industriale, nel campo delle terapie avanzate è una prova di resistenza collettiva. È la recente storia di Holostem, realtà nata all’interno del Centro di Medicina Rigenerativa “Stefano Ferrari” dell’Università di Modena e Reggio Emilia, e pioniera nello sviluppo e produzione di terapie a base di cellule staminali epiteliali. Dopo un lungo periodo di incertezza e la cessione del ramo d’azienda alla Fondazione ENEA Tech e Biomedical (ne abbiamo parlato qui), il 2025 ha segnato la svolta: l’azienda è tornata operativa, con un nuovo assetto e una visione proiettata al futuro. Osservatorio Terapie Avanzate ha intervistato Alessandro Padova, Amministratore Delegato e Direttore Generale della biotech modenese.
La gametogenesi è il processo che serve a formare i gameti, ovvero le cellule sessuali maschili e femminili. In natura avviene all’interno dei testicoli e delle ovaie, a partire da cellule progenitrici che ricevono una varietà di stimoli. Replicare il processo in vitro è già possibile almeno nel topo, anche se con una bassa efficienza. Alcuni specialisti si aspettano che tra un decennio le conoscenze e le tecniche saranno progredite al punto da poterle applicare alla specie umana, per produrre sia spermatozoi che ovuli a partire da cellule di altre parti del corpo, da persone di entrambi i sessi. Questo aiuterebbe le coppie infertili ad avere figli biologici senza donatori esterni, ma aprirebbe anche la porta a scenari problematici.
Il 14 ottobre 2025, a Verona presso il Palazzo Verità Poeta, si è tenuta la cerimonia del Prix Galien Italia 2025, l’edizione nazionale del prestigioso riconoscimento che – nato in Francia negli anni settanta – è oggi considerato alla stregua di un “Premio Nobel” per l’innovazione dei farmaci e per la ricerca farmacologica. L’iniziativa mira a valorizzare la ricerca che coniuga eccellenza scientifica, beneficio clinico per i pazienti e un impatto reale sulla salute pubblica. Quest’anno sono state presentate sette categorie tra cui, come nelle scorse edizioni, quella dedicata alle terapie avanzate (ATMP, Advanced Therapy Medicinal Products).
L’alfa-talassemia è una patologia ereditaria dovuta all’inattivazione di uno o più geni alfa-globinici: negli omozigoti è letale già in utero o alla nascita, mentre i portatori della malattia (con inattivazione di uno o due geni) sono affetti da forme più lievi di patologia. Negli ultimi anni, la ricerca sul fronte delle terapie avanzate rivolta alla patologia “sorella” - la beta-talassemia, per la quale è stata approvata e poi ritirata (in Europa) una terapia genica e per cui, successivamente, è arrivato sul mercato (anche in Italia) un trattamento basato su CRISPR - ha messo nell’ombra quella per alfa-talassemia. Uno studio pubblicato da poco su Cell Reports Medicine riporta risultati preclinici promettenti per una terapia genica ex vivo basata sull’utilizzo di un vettore lentivirale.
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