Dall’mRNA all’editing genomico: le terapie avanzate saranno al centro delle sperimentazioni cliniche di quest’anno
Nature Medicine ha chiesto a undici ricercatori di spicco quali saranno i protagonisti e gli obbiettivi principali degli studi clinici nel 2026, così da farsi un’idea della rotta che prenderà la ricerca biomedica nei prossimi mesi. I trial attualmente in corso, e in avvio, hanno il potenziale di influenzare in modo significativo il futuro della pratica clinica, affrontando alcune delle principali sfide sanitarie globali, dalle malattie infettive ai tumori, dalle patologie cardiovascolari alle malattie rare e autoimmuni. Accanto a vaccini e farmaci innovativi, un ruolo di primo piano è occupato dalle terapie avanzate, che stanno ridefinendo l’approccio terapeutico grazie a strategie sempre più mirate e personalizzate.
mRNA E CAR-T: UNA PIATTAFORMA TERAPEUTICA IN ESPANSIONE
Dopo il successo dei vaccini contro il COVID-19, la tecnologia basata sull’uso dell’mRNA sta trovando nuove applicazioni in ambito terapeutico. Tra le sperimentazioni più innovative segnalate emerge l’utilizzo di CAR-T basate su mRNA per il trattamento della miastenia gravis, una malattia autoimmune rara.
Lo studio clinico di Fase III Descartes-08, condotto da Cartesian Therapeutics, adotta un approccio innovativo: invece di modificare il DNA, le cellule vengono programmate temporaneamente con l’mRNA, riducendo i rischi a lungo termine (ne avevamo già parlato qui). La terapia ha come bersaglio le plasmacellule che esprimono l’antigene di maturazione delle cellule B (BCMA), un gruppo ristretto responsabile della produzione di anticorpi dannosi, evitando così l’ampia soppressione immunitaria. I dati preliminari indicano una risposta clinica duratura con un profilo di sicurezza potenzialmente migliorato rispetto alle CAR-T tradizionali, aprendo le porte a ricerche sull’immunoterapia di precisione.
IMMUNOTERAPIA: LA RICERCA NON SI FERMA
Come dimostrato dall’esempio della miastenia gravis, le CAR-T - che rappresentano ormai un game changer in ambito oncologico - stanno dando risultati rilevanti anche nelle malattie autoimmuni. La sperimentazione di CAR-T dirette contro cellule plasmatiche responsabili della produzione di autoanticorpi dimostra come sia possibile ottenere un controllo prolungato della malattia senza una immunosoppressione generalizzata (ne abbiamo parlato qui).
Parallelamente, in ambito oncologico, nuove immunoterapie cellulari vengono valutate in combinazione con farmaci immunomodulanti per migliorare la sopravvivenza in tumori solidi avanzati, come il carcinoma mammario metastatico. Si tratta di una forma tumorale raramente curabile che necessità quindi di nuove prospettive: ecco perché BriaCell Therapeutics ha progettato lo studio clinico di Fase III BRIA-ABC. L’obiettivo è comprendere se una nuova immunoterapia possa migliorare i risultati in persone che si sono già sottoposte a diversi trattamenti.
EDITING GENETICO, UNA SOLUZIONE PER LA CGD?
L’editing genetico rappresenta uno dei fronti più promettenti delle terapie avanzate. Un esempio rilevante è lo studio clinico di Prime Medicine sulla malattia granulomatosa cronica (CGD) che utilizza la tecnologia del prime editing per correggere il difetto genetico nelle cellule staminali ematopoietiche del paziente (ne abbiamo già parlato qui).
Questo approccio ex vivo consente di reinfondere le cellule corrette evitando i rischi associati al trapianto allogenico. I primi risultati mostrano un recupero funzionale del sistema immunitario, suggerendo un possibile effetto curativo e confermando il potenziale dell’editing di nuova generazione anche nelle malattie genetiche rare.
Nonostante i buoni risultati preliminari, anche per questa terapia sperimentale i fattori economici sono un importante scoglio per lo sviluppo clinico: la malattia granulomatosa cronica è molto rara e sono ancora meno i pazienti che hanno la mutazione target del trattamento basato sull’editing genetico. La sostenibilità delle terapie avanzate rimarrà quindi una tematica cruciale anche nel 2026. Prime Medicine sta comunque collaborando con la Food and Drug Administration (FDA) per cercare di portare avanti questo importante programma clinico.
CELLULE STAMINALI TRA TERAPIA GENICA E MEDICINA RIGENERATIVA
Le cellule staminali rimangono un elemento centrale dell’ecosistema delle terapie avanzate. Oltre a essere il bersaglio privilegiato di molte strategie di terapia genica, sono oggetto di studi clinici orientati alla medicina rigenerativa, in particolare nel campo delle patologie neurologiche. Sebbene questi approcci richiedano ancora una solida validazione clinica, testimoniano l’interesse crescente verso interventi che mirano a riparare o rigenerare i tessuti danneggiati, piuttosto che limitarsi al controllo dei sintomi.
Visto il grande interesse nel settore, di recente l’International Society for Stem Cell Research ha pubblicato nuove linee guida per accelerare la traslazione di terapie sperimentali in uso commerciale. Lo scopo ultimo è di facilitare l’immissione sul mercato, e quindi l’accesso ai pazienti, di prodotti sicuri, efficaci e conformi alle normative.
UNO SCENARIO IN RAPIDA EVOLUZIONE
mRNA, editing genetico, terapie geniche e cellule staminali non sono più l’ultima frontiera della ricerca di base, ma tecnologie che fanno già parte o si avvicinano concretamente alla pratica clinica, con tutto quel che ne consegue. Il progresso scientifico, infatti, trascina con sé anche una sfida in termini di regolamentazione, accesso e sostenibilità, temi destinati a diventare sempre più centrali nei prossimi anni.
Pur presentando uno scenario limitato, l’articolo di Nature Medicine mette in evidenzia studi clinici che potrebbero essere rappresentativi di una ennesima trasformazione nell’ambito biomedico, e in cui le terapie avanzate sono ancora protagoniste.





