Dare al Paese una nuova generazione di scienziati capaci di trasformare la ricerca in soluzioni reali: terapie più efficaci, più mirate, più sostenibili, e tecnologie trasferibili all’industria
Negli ultimi decenni, le conoscenze scientifiche e tecnologiche nell’ambito della biomedicina stanno crescendo ad una velocità incredibile che sembra inarrestabile. Ed è proprio questa velocità che rende sempre più difficile costruire un ecosistema nel quale si possano integrare le conoscenze, mettere in sinergia persone e competenze per trasformare il tutto in progresso scientifico con un reale impatto sulla società. L’obiettivo del dottorato nazionale STAT – Science and Technology of Advanced Therapies – è proprio quello di formare figure altamente specializzate in un nuovo panorama scientifico che unisce ricerca di eccellenza, clinica e industria. Ne abbiamo parlato con Raffaella Di Micco e Luigi Naldini dell’Istituto San Raffaele Telethon per la terapia genica (SR-Tiget) di Milano.
La medicina di precisione non è uno slogan: è il cambio di paradigma che mira a superare l’approccio “taglia unica” alla cura. Significa trattare la persona, non la malattia. Significa usare biomarcatori, piattaforme tecnologiche, biologia molecolare, ingegneria e dati clinici per costruire terapie mirate e percorsi di cura più efficaci. Il dottorato nazionale STAT dedicato alla medicina di precisone e alle terapie avanzate si pone un’ambiziosa sfida culturale: unire ricerca scientifica e impatto traslazionale.
STAT è un’iniziativa sviluppata e gestita da IUSS – Scuola Universitaria Superiore di Pavia, che ne coordina l’impostazione scientifica e organizzativa, costruendo una rete nazionale di eccellenze accademiche e di ricerca e aprendo un dialogo strutturato con il mondo industriale. Fortemente sostenuto dalla Fondazione Telethon, il dottorato coinvolge CNAO – Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica, CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche e quattro università (Università di Pavia, Università del Piemonte Orientale, Università di Torino, Università di Trento), oltre ad aziende ad alto potenziale tecnologico interessate a contribuire alla formazione e a sviluppare competenze e piattaforme in un settore in rapidissima evoluzione.
Il primo ciclo, che vede la partecipazione di 28 dottorandi che svolgono ricerca sia in Italia che all’estero, è stato avviato a novembre del 2025. Il percorso formativo multidisciplinare e flessibile, è articolato in tre curricula, pensati per affrontare le principali sfide scientifiche e tecnologiche nel campo delle terapie avanzate. Il primo Curriculum, dal titolo “Hadron Therapy and Advanced Biophysical Therapies”, è dedicato alle tecnologie fisiche avanzate applicate alla medicina, con particolare riferimento all’adroterapia (una forma avanzata di radioterapia) e alle terapie non farmacologiche di nuova generazione, e consente di acquisire competenze nella progettazione di dispositivi terapeutici innovativi, nell’ingegneria biomedica. Il secondo, “Gene and Cell Therapies”, è orientato alla progettazione, allo sviluppo e all’applicazione clinica di terapie innovative basate su tecnologie genetiche e cellulari. Infine, il terzo, "Biomolecular and Biotechnological Sciences", integra discipline fondamentali quali biologia strutturale, chimica bioinorganica e farmaceutica, biocatalisi, microbiologia molecolare, neurofarmacologia ed ematologia molecolare con un forte orientamento alla ricerca sperimentale di laboratorio e allo sviluppo di metodologie innovative per la salute umana.
Tra le caratteristiche del dottorato STAT vi è l’approccio multidisciplinare, non solo come punto di partenza formativo ma come filo conduttore, e la capacità di creare delle reti di formazione e di conoscenza, fra le università, gli enti di ricerca e fondazioni, e le realtà industriali. L’obiettivo è di formare una nuova generazione di ricercatrici e ricercatori che sappiano dare nuovo valore alla ricerca scientifica, non solo quello culturale e di conoscenza, ma anche quello sociale ed economico. Un valore che rende la ricerca un vero investimento per il Paese intero.
“Una filosofia che ricorda quella di Fondazione Telethon, che si è impegnata sin dall’inizio per costruire e sostenere il dottorato STAT”, racconta Raffaella Di Micco, group leader dell’Istituto San Raffaele Telethon per la terapia genica (SR-Tiget) di Milano, professoressa associata di Patologia all’Istituto Universitario di Studi Superiori (IUSS) di Pavia e coordinatrice del Curriculum Gene and Cell Therapies del dottorato STAT. “Fondazione Telethon è un modello unico in Italia, e anche a livello internazionale, perché è riuscita a portare la ricerca di base innovativa e tecnologica fino al letto del paziente. Un percorso che ha richiesto oltre 20 anni di impegno e diversi passaggi durante i quali ci si è resi conto che le competenze e l'eccellenza nella ricerca non bastano. Se si vogliono portare terapie efficaci a pazienti con malattie genetiche rare, o anche più comuni come i tumori, bisogna avere un importante bagaglio di competenze trasversali”. Competenze che negli anni la Fondazione Telethon ha saputo creare, basti ricordare che è la prima realtà no profit al mondo che, mettendo insieme competenze scientifiche, regolatorie e industriali, è riuscita a portare sul mercato prodotti di terapie avanzate. “I dottorandi e i ricercatori del futuro devono avere una visione più ampia e sistemica rispetto al passato e sapersi muovere in un ecosistema che è un sempre più complesso”, conclude Di Micco.
“La possibilità di mettere in rete competenze diverse e tecnologie molto diverse tra loro, come quelle delle terapie avanzate o quelle basate sulla fisica - come l’adroterapia - rende il dottorato un’iniziativa di eccellenza”, dichiara Luigi Naldini, Direttore dell'Istituto Telethon San Raffaele per la Terapia Genica (SR-Tiget) e della Divisione Medicina Rigenerativa, Cellule Staminali e Terapia Genica, Istituto Scientifico San Raffaele a Milano “La formazione è una parte importante della nostra missione, dare ai giovani l'opportunità di crescere in un ambiente multidisciplinare e transnazionale è fondamentale, li fa sentire parte di un mondo oltre che del singolo laboratorio. È inoltre un’occasione non solo per seminare ma anche per poi poter raccogliere i frutti, di cui il nostro Paese ha bisogno”. Pur essendo un dottorato d’interesse nazionale, ha infatti saputo richiamare partner industriali internazionali e vede tra i suoi iscritti un dottorando che sta portando avanti un progetto di terapia genica all’Università di Harvard negli Stati Uniti.
Il programma formativo trasversale del dottorato STAT comprende anche la comunicazione della scienza, una competenza che è sempre più importante per chi si occupa di ricerca e di sviluppo di farmaci innovativi. “Come ricercatori dobbiamo spesso interagire con persone non esperte del settore, come i giornalisti, la comunità dei pazienti e i cittadini”, spiega Raffaella Di Micco. “L’esperienza di Fondazione Telethon ha dimostrato quanto sia importante saper declinare i progressi scientifici e i risultati della ricerca in un linguaggio accessibile a tutti. L'idea è quindi di dare agli studenti del nostro dottorato gli strumenti per saper raccontare la ricerca e valorizzare il suo impatto sulla società”. Un importante tassello per la disseminazione della cultura scientifica nel nostro Paese, che vacilla sempre di più con gravi ripercussione non solo sul ruolo dell’Italia nel progresso scientifico mondiale ma anche sulla salute dei cittadini (Osservatorio Terapie Avanzate ne ha parlato recentemente qui).
Lo scorso 5 marzo si è svolto, presso la Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia, un kick off meeting del nuovo ciclo del Dottorato STAT. È aperta una manifestazione di interesse, chi fosse interessato può scrivere un’email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro e non oltre venerdì 13 marzo. Ulteriori informazioni sul dottorato sono disponibili qui.





