Horizon Scanning, AIFA, terapie avanzate

Nell’ambito delle terapie geniche e cellulari, per cui si prospettano nove approvazioni nel 2025, il settimo dossier di AIFA mostra alcuni elementi interessanti e altri che meritano un chiarimento

Ad aprile l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha pubblicato il suo nuovo dossier Horizon Scanning 2025, un’analisi prospettica dei farmaci che potrebbero arrivare sul mercato italiano nel prossimo futuro. Il documento, pensato per supportare la programmazione delle politiche sanitarie e la governance della spesa farmaceutica, fornisce un’anticipazione dei medicinali ad alto impatto attualmente in fase avanzata di valutazione regolatoria o prossimi all’autorizzazione. Considerate le richieste di autorizzazione all’immissione in commercio arrivate all’ente regolatorio europeo, AIFA segnala che si attende il parere per 112 farmaci da parte dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA), di cui molte riguardano farmaci oncologici, immunoterapie e anche nove terapie avanzate.

SETTE ANNI DI HORIZON SCANNING

AIFA pubblica ogni primavera un’analisi aggiornata sulle nuove terapie in arrivo o in valutazione in Europa: è importante sottolineare che lo scenario dei medicinali in arrivo è basato sui dati disponibili al momento della stesura del rapporto, con i dati aggiornati al 31 dicembre dell’anno precedente, e qualche informazione potrebbe risultare già datata. Questo sottolinea una sfida intrinseca dell’Horizon Scanning: la natura dinamica e incerta del processo regolatorio e di sviluppo può rapidamente superare le previsioni, rendendo necessario un costante aggiornamento dei dati raccolti.

Questo report rappresenta uno strumento utile per anticipare l’impatto di nuovi farmaci sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e supportare una programmazione tempestiva. Il documento si concentra sui medicinali valutati con procedura centralizzata, ovvero quelli per cui le aziende farmaceutiche hanno richiesto l’Autorizzazione all’Immissione in Commercio (AIC) direttamente all’Agenzia Europea per i Medicinali. In caso di parere favorevole da parte del CHMP (Comitato dei Medicinali per uso Umano) dell’EMA, l’autorizzazione deve essere poi rilasciata dalla Commissione europea (CE), e risulta valida per tutti gli Stati Membri dell’Unione Europea e per i Paesi dello Spazio Economico Europeo (Islanda, Liechtenstein, Norvegia).

È utile sottolineare che il parere positivo dell’EMA rappresenta solo una delle tappe dell’iter regolatorio: la decisione definitiva sull’autorizzazione all’immissione in commercio spetta, come già anticipato, alla Commissione europea. Successivamente, ogni Paese procede con i passaggi nazionali previsti per l'accesso al mercato, attività che in Italia vengono effettuate da AIFA. Come spiegato nel report, dal 12 gennaio 2025 è in vigore il nuovo regolamento sulla valutazione delle tecnologie sanitarie (HTA-R) (Regolamento UE 2021/2282), un importante passo avanti per migliorare e accelerare l’accesso a nuovi medicinali. Le procedure di valutazione clinica congiunta (JCA), previste dal nuovo regolamento, favoriscono lo snellimento procedurale e la valutazione precoce dei medicinali. L’obiettivo principale è garantire decisioni più tempestive e informate sui prezzi e sui rimborsi delle tecnologie sanitarie.

Oltre ai nuovi farmaci, il rapporto include anche le estensioni di indicazione di medicinali già approvati, nonché i prodotti ammessi al programma PRIME di EMA, pensato per favorire l’accesso accelerato a terapie considerate prioritarie per la salute pubblica, soprattutto quando si rivolgono a pazienti con bisogni clinici ancora insoddisfatti. A gennaio 2025 sono state registrate complessivamente 143 designazioni al programma PRIME, la maggioranza delle quali riguarda le terapie avanzate.

LE TERAPIE AVANZATE IN ARRIVO NEL 2025: AIFA NE CONTA NOVE

Tra le nove terapie avanzate menzionate nel report, una – beremagene geperpavec (Vyjuvek), la terapia genica destinata al trattamento dell’epidermolisi bollosa distrofica e con designazione orfana – ha ricevuto l’Autorizzazione all’Immissione in Commercio da parte della Commissione europea proprio la settimana scorsa.

Le altre otto terapie sono attualmente in fase di valutazione da parte dell’agenzia europea. Di queste, cinque hanno ottenuto la designazione di farmaco orfano e sono rivolte a patologie rare come: anemia di Fanconi, distrofia muscolare di Duchenne, leucemia linfoblastica acuta, neoplasie ematologiche trattabili con trapianto di cellule staminali ematopoietiche allogeniche, e la sindrome di Wiskott-Aldrich. Gli altri tre candidati non orfani sono invece indicati per il trattamento dei difetti della cartilagine del ginocchio, del melanoma e del tumore della vescica.

In campo oncologico, all’orizzonte si vede la prima terapia cellulare per il melanoma, nel caso in cui non sia asportabile chirurgicamente, sia metastatico o sia già stato trattato con altre terapie disponibili e non ci siano altre opzioni terapeutiche. Si tratta di lifileucel, autorizzata un anno fa negli Stati Uniti, una terapia basata su linfociti infiltranti il tumore (TIL): viene sviluppata a partire dei linfociti T prelevati dalla biopsia del tumore, che vengono poi moltiplicati e nuovamente infusi nel paziente. Per il tumore della vescica non-muscolo-invasivo ad alto rischio è in corso di valutazione la terapia genica nadofaragene fradenovec (Adstiladrin), nel caso di non risposta ad altri trattamenti. Il protagonista di questa terapia è il gene dell’interferone alfa-2b umano, che viene trasportato nella vescica dove inizia a produrre localmente interferone alfa, che ha azione antitumorale e immunostimolante. Obecabtagene autoleucel (Aucatzyl) è una terapia CAR-T per il trattamento della leucemia linfoblastica acuta a cellule B refrattaria o recidivante. Per quanto riguarda le neoplasie ematologiche che richiedono trapianto di cellule staminali si sta valutando la terapia cellulare dorocubicel, cioè cellule allogeniche CD34 derivanti da cordone ombelicale.

Mozafancogene autotemcel, terapia genica per l’anemia di Fanconi di tipo A, si basa sull’utilizzo di cellule staminali ematopoietiche autologhe prelevate dal sangue periferico del paziente. Le cellule vengono poi modificate in laboratorio, introducendo una copia corretta del gene FANCA, responsabile della forma più comune della malattia. Le cellule corrette vengono poi reinfuse, con l’obiettivo di ripristinare la funzione corretta senza la necessità di un trapianto di cellule staminali da donatore. A inizio aprile, l’azienda produttrice ha condiviso la notizia che EMA ha accettato la domanda per la concessione dell’autorizzazione al commercio in Europa. È solo il primo passo verso l’autorizzazione vera e propria, che richiederà tempo.

La terapia genica etuvetidigene autotemcel per la sindrome di Wiskott-Aldrich sta portando ai risultati clinici sperati. Un paio di mesi fa, febbraio 2025, la Fondazione Telethon - che ha preso il controllo dello sviluppo e della distribuzione della terapia dopo che Orchard Therapeutics ha interrotto gli investimenti in questo ambito - ha presentato una domanda di Autorizzazione all'Immissione in Commercio all’EMA per questa nuova terapia genica.

Nel report è indicata come in fase di approvazione anche la terapia genica per la distrofia muscolare di Duchenne, delandistrogene moxeparvovec (Elevidys). Purtroppo, a marzo 2025 è stata data la notizia del decesso di un giovane paziente per insufficienza epatica acuta a seguito della somministrazione della terapia genica. Questo sicuramente avrà una influenza sull’iter delle valutazioni autorizzative. Per il momento è stato annunciato lo stop clinico temporaneo per gli studi clinici che vedono come protagonista Elevidys. 

Ultima, ma non per importanza, il prodotto di ingegneria tessutale per i difetti della cartilagine del ginocchio, basata sull’utilizzo dei condrociti articolari autologhi di derivazione cartilaginea, per cui l’approvazione era stata prevista già per lo scorso anno.

UNO SGUARDO AL 2024 E QUALCHE DATO AGGIORNATO

Tra i medicinali non orfani che hanno ricevuto l’autorizzazione alla commercializzazione nel 2024 (qui il report Horizon Scanning dell’anno scorso), uno è fidanacogene elaparvovec (Durveqtix), indicato per il trattamento dell’emofilia B (deficit congenito del fattore IX) severa e moderatamente severa in pazienti adulti. Tuttavia, questa approvazione risulta non più attuale: Pfizer ha infatti annunciato il ritiro del prodotto dal mercato già a febbraio 2025, a causa di dati di efficacia meno solidi del previsto e difficoltà commerciali.

Un’altra assenza significativa nel documento riguarda Casgevy (exa-cel), la terapia genica sviluppata da Vertex e CRISPR Therapeutics per l’anemia falciforme e la beta-talassemia. Casgevy è stata la prima terapia con tecnologia CRISPR ad aver ottenuto un'autorizzazione regolatoria, accolta con grande attenzione mediatica e scientifica. Tuttavia, nel report di AIFA non viene inclusa, perché il report considera soltanto i medicinali in arrivo, quindi quelli con solo il parere positivo EMA, ma che non abbiano ancora ricevuto l’autorizzazione all’immissione in commercio (AIC) da parte della Commissione europea, che per Casgevy è arrivata a febbraio 2024

UNO SCENARIO IN RAPIDO MOVIMENTO

Il report Horizon Scanning di AIFA resta uno strumento utile per orientare i decisori e i professionisti verso una visione prospettica del mercato farmaceutico, ma mostra anche quanto sia necessario un monitoraggio continuo e aggiornato, specie nel campo delle terapie avanzate, dove i cambiamenti possono essere rapidi e significativi.

L’arrivo di tecnologie all’avanguardia come le terapie avanzate impone una riflessione sistemica sulla sostenibilità, sulla capacità di assorbimento dei sistemi sanitari e sull’adattamento delle valutazioni regolatorie a un mondo in evoluzione.

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