Una singola somministrazione di NTLA-2002 ha eliminato gli attacchi infiammatori nei pazienti con HAE, aprendo la strada a una terapia rivoluzionaria e duratura
Al congresso della European Academy of Allergy and Clinical Immunology (EAACI), tenutosi a Glasgow dal 13 al 16 giugno 2025, Intellia Therapeutics ha presentato nuovi e importanti dati di follow-up a lungo termine sulla sua terapia sperimentale a base di CRISPR - denominata lonvoguran ziclumeran (lonvo-z), e nota in precedenza come NTLA-2002 – ideata per l’angioedema ereditario (HAE). Lo studio clinico di Fase I/II, che prosegue ormai da tre anni, ha mostrato che una sola infusione endovenosa del trattamento è stata sufficiente per eliminare completamente gli attacchi infiammatori nei dieci pazienti arruolati, confermando la durabilità e la sicurezza dell’approccio.
L’angioedema ereditario (HAE) è una malattia genetica rara, con un’incidenza stimata di una persona ogni 10.000-50.000, caratterizzata da episodi ricorrenti e imprevedibili di gonfiore (edema) a carico di cute, mucose e organi interni. Questi attacchi possono essere non solo altamente invalidanti, ma anche potenzialmente letali se interessano le vie respiratorie. Le terapie attualmente disponibili, basate su farmaci in profilassi o su trattamenti dell’attacco acuto, hanno migliorato notevolmente la gestione della malattia, ma non sono una soluzione definitiva, costringendo i pazienti a terapie croniche e spesso impegnative.
Il farmaco sperimentale sviluppato da Intellia adotta un approccio radicalmente diverso: lonvo-z, somministrato per via endovenosa, sfrutta infatti la tecnologia Crispr-Cas9 per agire sul gene KLKB1 nelle cellule epatiche. Questo gene codifica la pre-callicreina, precursore della callicreina, una proteina che gioca un ruolo cruciale nei processi infiammatori che portano alla produzione di bradichinina. Bloccando permanentemente la sintesi di callicreina, la terapia mira a prevenire a monte l’attivazione della cascata infiammatoria, trasformando così la prospettiva terapeutica da una gestione cronica a una potenziale cura definitiva.
I dati presentati a Glasgow hanno confermato una riduzione media del 98% degli attacchi mensili rispetto al basale e, soprattutto, la completa assenza di episodi infiammatori in tutti i pazienti trattati. Questi risultati si sono mantenuti stabili per un periodo di osservazione che arriva fino a tre anni, con una mediana di circa 23 mesi di monitoraggio libero da sintomi e senza necessità di ulteriori trattamenti. Anche la sicurezza si è rivelata favorevole: gli unici eventi avversi riportati sono stati lievi reazioni legate all’infusione, tutte risolte senza compromettere la somministrazione. Nessun evento avverso grave correlato alla terapia è stato osservato dopo i primi 28 giorni dalla dose. Secondo l’analisi condotta, l’effetto del trattamento appare dose-dipendente, con riduzioni profonde e durature dei livelli di callicreina plasmatica. Ciò rafforza l’ipotesi che l’intervento sul gene KLKB1 possa offrire un beneficio stabile e permanente, superando i limiti delle terapie oggi disponibili.
Parallelamente, Intellia sta portando avanti lo studio di Fase III, denominato HAELO, condotto con un protocollo randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo. Il reclutamento dei pazienti è già stato completato e l’azienda punta a presentare la domanda di autorizzazione alla Food and Drug Adimistration (FDA) statunitense nel 2026. Nel frattempo, sono attesi entro la fine del 2025 ulteriori aggiornamenti dal segmento di Fase II del trial, che permetteranno di confermare l’efficacia e la sicurezza del trattamento in una coorte più ampia di pazienti.





